Col senno del poi...
appunti per una memoria

Sito web a supporto della lettura del libro di Tullio Balzano.

Qui potete trovare:

di accompagnamento alla lettura del libro.


Dalla prefazione (di Roberto Pagan)

Che l'amicizia tra me (EL VECIO) e Tullio Balzano (L'OMO) sia e sia stata una vera, lunghissima, quasi fatale amicizia, credo sia noto a tutti i pochissimi che ancora ci accompagnano; così come é stata nota ai moltissimi che ci corrispondevano.
Ma oggi c'é ancora un varco che ci permette di insistere e meditare su quello che possiamo fare per dare più lustro e consistenza al nostro legame.
E' per me un gran piacere, in occasione del novantesimo compleanno di Tullio, mettere in piena luce un ultimo, eccezionale suo lavoro autobiograco, davvero un'opera poliedrica. Non é un libro, non é una serie di libri. Si tratta di un'interessantissima raccolta di documenti: libri, stampe, fotografie, sistemati e allineati per costruire un discorso: che é ricordo personale di Tullio ma, insieme, un libro di storia, e di Trieste in particolare: in corrispondenza della sua vita personale e dei suoi sentimenti. Lungo quanto gli anni della sua stessa vita.
[...]
Quei testi e quelle immagini evocano, soprattutto in chi é vissuto in quei tempi, commozione e partecipato interesse. Non si é chiamati a leggere un libro (o tanti libri uno dietro l'altro), ma a cogliere e intuire, grazie a un testo leggero e divertito, tutto ciò che in fondo abbiamo già dentro di noi, e nei nostri stessi ricordi. Si guarda, si rievoca, si pensa, si capisce. Con partecipazione e con meno fatica di chi legge un romanzo. Perché il romanzo é - per bene che vada - invenzione. Qui siamo riportati a un certo tempo: e quelle immagini ci dicono quel che già sapevamo, ma anche, forse, quello che allora non avevamo intuito.
E così - non solo per chi scrive, che ha ben conosciuto quella realtà - diventano familiari a un lettore qualunque certi ambienti, certi luoghi, certi personaggi. Lo stranissimo sior Ercole Miani, in realtà esperto fotografo, zoppicante e un po' sordo, che in uno slancio di vera amicizia, ospiterà per anni Tullio Balzano e sua madre, che del Miani era già stata assistente, nel suo appartamento del quinto piano, grande ma assolutamente spoglio, in cui chiunque poteva entrare purché suonasse il campanello là dove era scritto AVANTI - che pareva un cognome ma in realtà era solo un invito a suonare il campanello. E quello che stava fuori – spesso noialtri amici di Tullio - sentiva il passo cadenzato e zoppicante di chi ci veniva incontro, trafelato ma sorridente. Da ciò il nome bizzarro di Sior Avanti, che naturalmente noialtri avevamo forgiato e che poi gli rimase addosso per tutto il resto della sua difficile ma coraggiosa esistenza.
Noi qui ci fermeremo ai nostri ricordi di poveri studenti del miserrimo dopoguerra: non privi però di spirito e di coraggio. In questo spirito anche Tullio Balzano si era formato, e chi solo sfogli le prime pagine di questo librone in eri coglierà subito, accanto alla sostanza di una bella cultura, la presenza e il gusto di una smagata ironia.

El Vecio